(Foto EM-formulagolf.it)
Bay Hill, Orlando — 8 marzo 2026
Il sabato all’Arnold Palmer Invitational non ha rispettato il copione, ma ha offerto tutto il dramma che ci si aspetta da Bay Hill. Temporali, un round sospeso per oscurità e una classifica che si è compressa nel pomeriggio: il moving day del 2026 ha consegnato una domenica che si preannuncia infuocata.
Berger in testa, ma non più solo
Daniel Berger ha smesso di fare birdie a raffica anche dopo che la pioggia ha ammorbidito il layout di Bay Hill Club & Lodge, ma ha mantenuto comunque il comando quando l’oscurità ha interrotto il terzo round. Berger tornerà in campo domenica mattina con 20 buche e mezza ancora da giocare, con un vantaggio di due colpi su Akshay Bhatia.
Un dettaglio curioso: il leader si ritroverà ad affrontare domenica mattina un putt per eagle da 33 piedi sul par-5 della 16, avendo scelto di non finire la buca prima dell’interruzione, mentre Bhatia — con il fuoco acceso — ha preferito chiudere con un birdie dal bunker per portarsi a -11.
Berger aveva iniziato la giornata con un vantaggio di cinque colpi, ma ha perso terreno sui green, faticando a trovare ritmo nella terza tornata dopo le 14 birdie nelle prime 36 buche. La pioggia, però, ha cambiato le carte in tavola per tutti: le condizioni più morbide hanno favorito una rimonta nel back nine, con diversi giocatori che hanno approfittato dei green finalmente più ricettivi.
Straka e Young scatenati, Hovland vola in classifica
Sepp Straka con un 66 e Cameron Young con un 67 hanno firmato i migliori giri della giornata, portandosi entrambi a -9 in una condivisione del terzo posto. Viktor Hovland ha invece inanellato tre birdie, un eagle e un bogey nelle prime sette buche, risalendo 22 posizioni in classifica.
Collin Morikawa continua ad aggiornare in silenzio, pronto ad attaccare in caso di putting day. Scottie Scheffler invece, nonostante cinque birdie nel back nine del sabato, ha pagato un avvio troppo opaco: il numero uno del mondo si ritrova a 12 colpi dal leader, e una terza vittoria a Bay Hill dovrà attendere almeno un altro anno.
Il caso McIlroy: via per precauzione
L’episodio che ha monopolizzato l’attenzione sabato a Bay Hill riguarda Rory McIlroy. Il nordirlandese si è ritirato prima del suo tee time del terzo round: Todd Lewis di Golf Channel ha riferito che McIlroy ha accusato un problema alla schiena bassa durante il riscaldamento in palestra. McIlroy, che venerdì aveva girato in 68 colpi (-4) scalando la top 10, ha avvertito fastidio sul range e ha preso la decisione circa mezz’ora prima del tee time delle 12:55 ET.
In una nota ufficiale, il campione in carica al Masters ha dichiarato: “Mentre mi riscaldavo in palestra questa mattina, ho sentito un piccolo indolenzimento alla schiena. Mentre colpivo le palline sul range, la situazione è peggiorata, trasformandosi in spasmi muscolari alla zona lombare. Purtroppo non posso continuare e devo ritirarmi.”
McIlroy ha ammesso di poter probabilmente giocare nonostante il dolore, ma con il The Players Championship a TPC Sawgrass la settimana prossima — dove è campione in carica — e il Masters ad Augusta tra poco più di un mese, non ha voluto rischiare. “Il rischio non valeva la ricompensa”, ha detto. Gli spasmi non sarebbero abbastanza seri da tenerlo fuori dal Players la prossima settimana, dove cercherà di difendere il titolo.
Si tratta del terzo ritiro in carriera per il numero 2 del mondo: l’ultimo risaliva al 2013 al Honda Classic.
Verso il rush finale
Il terzo round riprenderà domenica mattina alle 8 locali, prima del via del round finale nel pomeriggio. Con Berger davanti ma non ancora al sicuro, Bhatia a due colpi, e Straka, Young e Morikawa in agguato a quattro, Bay Hill è pronta a regalare un finale da manuale. La grande domanda di domenica mattina è semplice: Berger trasformerà quell’eagle putt da 33 piedi? La risposta potrebbe dire molto su come andrà a finire tutta la settimana.