Credit Foto Pgatour e P.Petrini)
A San Antonio si accende la corsa all’ultimo pass per Augusta. Al Valero Texas Open, sul percorso dell’TPC San Antonio (Oaks Course), è Mark Hubbard a prendersi la scena con un -7 (65) costruito nel finale, sufficiente per il comando dopo un primo giro condizionato dal maltempo.
Hubbard, chiusura irreale: sei birdie nelle ultime otto buche
La leadership nasce tutta negli ultimi nove. Hubbard, inizialmente nel gruppo, cambia marcia con una sequenza impressionante:
- putt da oltre 7 metri imbucato
- due birdie ravvicinati da distanza corta
- up & down perfetto alla 14
- ferro preciso alla 16 (birdie da 6 piedi)
- e soprattutto l’attacco alla 18: legno dal rough sopra il creek, approccio a 90 cm e ultimo birdie
Una chiusura aggressiva e lucida, da giocatore che sente l’occasione: qui non si gioca solo un torneo, ma un posto al Masters Tournament.
Le condizioni hanno aiutato: pioggia mattutina, campo ammorbidito e vento quasi assente. Come sottolineato anche da Golfweek e GolfWRX, setup più attaccabile del solito e “preferred lies” concessi, fattori che hanno favorito gli score bassi.
Finau c’è, ma deve vincere: -6 e ultima chiamata per Augusta
Alle spalle di Hubbard, a un colpo, troviamo Tony Finau, protagonista di un 66 che tiene viva la speranza Masters.
Il suo 2026 è stato complicato (ranking scivolato oltre la top 100), e questa settimana rappresenta l’ultima occasione per entrare ad Augusta.
Dopo un avvio complicato, Finau cambia ritmo con un eagle chiave alla 14 (putt da oltre 12 metri):
“Poi ho iniziato a carburare”, ha spiegato, confermando segnali incoraggianti già visti a sprazzi nelle ultime settimane.
Con lui nel gruppo a -6:
- Andrew Putnam
- Steven Fisk
- Davis Thompson
- Robert MacIntyre (unico già qualificato per il Masters)
Il gruppo a -5: tra chi prepara Augusta e chi sogna il colpo
Subito dietro, a -5, un gruppo numeroso e molto eterogeneo:
- Tommy Fleetwood
- Ludvig Åberg
- Maverick McNealy (già dentro il Masters)
- Will Zalatoris (in cerca di rientro ad alto livello)
Proprio Zalatoris è uno dei nomi più interessanti: otto birdie ma anche due bogey nel finale. Il tutto a dieci mesi da un intervento alla schiena molto pesante:
“Se mi lamento per qualche dettaglio, considerando da dove arrivo, va comunque bene. La pazienza è la parte più dura.”
Segnali incoraggianti, ma ancora discontinuità.
Spieth ancora fragile nei finali
Giornata più complicata per Jordan Spieth, che continua a pagare i finali di round. Dopo errori pesanti al THE PLAYERS e al Valspar, anche qui spreca nel finale:
- errore da birdie alla 18
- clamoroso errore da meno di un metro per il par
Risultato: 71 (+1) e necessità di rimonta.
Smotherman, tra vita e golf: hole-in-one e terza figlia
Tra le storie più belle di giornata quella di Austin Smotherman.
- lunedì nasce la terza figlia (seguita via FaceTime)
- giovedì hole-in-one da 220 yards alla 13
- score di 68 e posizione competitiva
Una settimana già indimenticabile, a prescindere dal risultato.
Scenario: tutto aperto, ma pressione altissima
Il primo giro, interrotto per circa 90 minuti dal maltempo (24 giocatori devono ancora completare), ha già delineato il quadro:
- leader inatteso ma in grande fiducia (Hubbard)
- inseguitori di alto livello
- tanti giocatori con un solo obiettivo: vincere o restare fuori dal Masters
Come evidenziano anche le analisi americane, questa è una delle settimane più “tattiche” del calendario: chi è già qualificato gestisce, chi è fuori deve forzare.
E con condizioni più dure attese nei prossimi giorni, il torneo è appena entrato nella sua fase più delicata.