(Foto EM-formulagolf.it)

Prima giornata senza tregua al Riviera, disturbata da una pioggia insistente che ha condizionato pesantemente l’andamento del torneo. Dopo appena due ore di gioco, con i green ormai saturi e al limite della praticabilità, la direzione di gara è stata costretta a sospendere la competizione. Si è tornati in campo solo dopo le 14, quando il sole ha fatto capolino tra le nuvole, pur con temperature decisamente inferiori alla media stagionale per la California del Sud.
La giornata si è poi chiusa definitivamente alle 17.41 per oscurità, con diversi gruppi ancora sul percorso e la classifica inevitabilmente provvisoria.
Aaron Rai davanti, McIlroy convince
Al momento dello stop guida l’inglese Aaron Rai, a -6 con ancora due buche da completare. Una prova solida e ordinata in condizioni tecniche tutt’altro che semplici.
Subito alle sue spalle brilla la qualità di Rory McIlroy, che ha firmato un 66 (-5) di grande spessore tecnico. Il numero due del mondo ha messo insieme sei birdie e un solo bogey, arrivato al par 3 della 16 — buca che lo stesso nordirlandese ha più volte dichiarato di non gradire particolarmente.
Rory si è però subito riscattato con un birdie al par 5 della 17, chiudendo alla grande. McIlroy, che arriva a Los Angeles sulle ali di un fantastico 64 finale a Pebble Beach, si conferma uno dei grandi favoriti del torneo.

Sul campo pesante del Riviera la differenza l’ha fatta la precisione: fairway umidi, praticamente senza rotolamento, hanno tolto metri dal tee ma, paradossalmente, hanno aiutato nell’approccio. Pochissimo backspin necessario: le palline, atterrando sui green morbidi, si fermavano quasi immediatamente, spesso lasciando un evidente segno sull’erba fradicia.
Accanto a McIlroy troviamo Jacob Bridgeman,

in continuità con l’ottavo posto ottenuto a Pebble Beach: cinque birdie, un eagle e un doppio bogey pesante al par 3 della 4. Un’ulteriore conferma di quanto i par 3 del Riviera restino tra le sfide tecniche più severe del circuito.
Classifica compatta: Morikawa e Bhatia in scia
A -4 si inserisce il neozelandese Ryan Fox, trentanove anni ma ancora potenza e aggressività da giocatore nel pieno della maturità agonistica.

Akshay Bhatia, leader al momento della prima interruzione con -3, chiude la giornata in quinta posizione a -3 insieme ad altri sei giocatori, tra cui Collin Morikawa, reduce dal successo a Pebble Beach e sempre molto efficace su tracciati che richiedono controllo totale degli approcci.
La leaderboard è cortissima: undici giocatori racchiusi in appena tre colpi. Segnale di un torneo ancora apertissimo.
Scheffler fuori (per ora)

Il format del Genesis prevede l’accesso al weekend per i primi 50 classificati (pari merito inclusi) e per tutti coloro che si trovano entro dieci colpi dalla vetta.
Al momento, sarebbero fuori nomi pesanti come Keegan Bradley e soprattutto il numero uno del mondo Scottie Scheffler. Ma è soltanto il primo round, peraltro ancora incompleto. Scheffler ha spesso dimostrato di avere partenze lente, quasi “diesel”, per poi crescere in maniera esponenziale nel fine settimana.
Domani cambia tutto
Le previsioni parlano di sole pieno per la seconda giornata. Green più asciutti, fairway più rapidi, rimbalzi e rotolamenti finalmente regolari. Sarà, con ogni probabilità, un Riviera diverso: più veloce, più tecnico nel controllo delle traiettorie e del backspin.
Il torneo è appena iniziato, ma le condizioni di oggi hanno già imposto una selezione netta: precisione, gestione delle distanze e nervi saldi. E al Riviera, quando il campo si asciuga, lo spettacolo è appena all’inizio.