Sommario – Il “People’s Open” riparte a ritmo altissimo: Chris Gotterup firma un bogey-free 63 (-8) e prende il comando dopo il giovedì, con Matt Fitzpatrick a -6 in scia. Ma la notizia del giorno è il raro passaggio a vuoto di Scottie Scheffler, nervoso e in difficoltà soprattutto attorno ai green: 73 (+2) e una classifica già da rincorsa.
Il 1° giro: birdie subito, e la classifica corre
A Scottsdale, quando le condizioni sono “giuste”, il punteggio non aspetta nessuno. E il primo giro del WM Phoenix Open 2026 lo conferma: lo Stadium Course concede opportunità, ma solo a chi tiene insieme aggressività e disciplina nei momenti chiave. In testa c’è Chris Gotterup, impeccabile nel capitalizzare le occasioni e soprattutto nel non concedere regali: 63 (-8) senza bogey, due colpi di margine e la sensazione di un giocatore che ha trovato un passo molto “maturo” per questo tipo di settimana.
Alle sue spalle si piazza Matt Fitzpatrick con 65 (-6): giro solido, da inseguitore credibile su un campo dove la differenza, spesso, la fa la continuità più che lo strappo isolato.
(Nota di servizio: il torneo ha comunicato che il 1° giro riprenderà la mattina successiva “in posizione”, con il 2° giro a seguire.)
Il caso del giorno: Scheffler, 73 e segnali rari
La scena, però, se la prende Scottie Scheffler. Il n.1 del mondo — reduce da un avvio di stagione brillante — incappa in una giornata anomala, spezzata, emotiva: 73 (+2), a 10 colpi dalla vetta al momento della firma, e un linguaggio del corpo che racconta frustrazione più del solito.
Il suo giro cambia volto tra la fine e l’inizio delle nove: sul 18 arrivano due chip “flubbati” che lo portano al bogey; poi un three-putt di troppo sulla buca 1 e, soprattutto, il doppio bogey alla 2, nato da una situazione scomoda e da un recupero mai realmente stabilizzato. È lì che la giornata diventa un esercizio di sopravvivenza più che di costruzione.
Scheffler ha comunque infilato birdie (anche per rimettere in carreggiata il round), ma l’inerzia non si è mai “fissata”: troppi episodi ravvicinati, e soprattutto troppe sbavature nello short game per gli standard di chi, di solito, costruisce pressione costante da tee-to-green.
Cosa significa per il torneo: taglio che si alza, rincorsa obbligata
Con un leader già a -8 dopo il giovedì, l’idea è semplice: restare fermi equivale a scivolare. Scottsdale è un acceleratore: se non converti quando il campo ti offre wedge e chance da media distanza, ti ritrovi a inseguire la classifica prima ancora di vedere il weekend.
Per Scheffler, il copione è già scritto: nel secondo giro servirà un round “da recupero” ma senza trasformarlo in caccia scomposta, perché su questo tracciato l’errore di troppo arriva in fretta e spesso si porta dietro un secondo colpo perso (soprattutto quando il tocco attorno ai green non è al livello).
BOX – Numeri del giovedì
- Leader provvisorio: Chris Gotterup 63 (-8), giro senza bogey
- Inseguitore diretto: Matt Fitzpatrick 65 (-6)
- Scheffler: 73 (+2), -10 dalla vetta al momento della firma
- Torneo: 1° giro sospeso per oscurità e ripresa “in posizione”
BOX – Cosa è successo a Scheffler (in 3 righe)
- Short game in difficoltà: doppio chip sul 18 e gestione complicata attorno ai green.
- Buca 1: three-putt che aggiunge pressione immediata.
- Buca 2: doppio bogey che “rompe” il giro e lo costringe alla rincorsa.