DP World Tour : Reed domina a Dubai: primo titolo Rolex Series e futuro ancora da definire

(Foto Federgolf)

Dubai, 26 gennaio 2026 – Patrick Reed ha conquistato la quarta vittoria in carriera sul DP World Tour con un successo autorevole all’Hero Dubai Desert Classic 2026. Lo statunitense, 35 anni, ha chiuso con quattro colpi di vantaggio sull’inglese Andy Sullivan, diventando il sesto americano a sollevare il prestigioso trofeo Dallah all’Emirates Golf Club. Per Reed si tratta del primo trionfo in un evento Rolex Series e della prima vittoria sul circuito europeo dal WGC-Mexico Championship del 2020.

L’ultimo giro: pazienza e controllo

Reed ha affrontato il giro finale con un vantaggio di quattro colpi sullo spagnolo David Puig, ma le prime nove buche si sono rivelate insidiose. Il texano ha realizzato otto par e un bogey, vedendo il suo margine dimezzarsi a due colpi. Puig ha completato una tripletta di birdie dall’ottava buca, portandosi momentaneamente a un solo colpo di distacco.

Il momento decisivo è arrivato alla buca 10, dove Reed ha firmato il suo primo birdie di giornata tornando a -14. Alla par-3 undicesima entrambi i giocatori hanno mancato il green: Reed ha sbagliato il par da cinque piedi, Puig aveva quattro piedi per ridurre lo svantaggio a un colpo ma ha fallito anche lui il par.

La partita si è definitivamente chiusa alla 13: Reed ha fatto birdie mentre Puig ha perso un colpo sulla stessa buca. Il numero 44 mondiale ha così riguadagnato il vantaggio di quattro lunghezze con cinque buche da giocare. Un altro bogey di Puig alla 15 ha portato il margine a cinque colpi, permettendo a Reed di chiudere con una serie di par per un totale di -14 (274 colpi: 69-66-67-72).

La classifica finale

1° Patrick Reed (USA) – 274 (-14)
2° Andy Sullivan (ING) – 278 (-10)
3° Julien Guerrier (FRA) – 279 (-9)
4° (pari merito):

  • Francesco Molinari (ITA) – 280 (-8)
  • Nicolai Højgaard (DAN) – 280 (-8)
  • Jayden Schaper (RSA) – 280 (-8)

7° (pari merito):

  • Ricardo Gouveia (POR) – 281 (-7)
  • Marcus Armitage (ING) – 281 (-7)
  • David Puig (SPA) – 281 (-7) [penalizzato di due colpi per aver appoggiato il bastone in bunker alla 18]

14° Andrea Pavan (ITA) – 283 (-5)

L’importanza della vittoria

“Penso che la cosa più speciale di questa settimana è che ho vinto su ogni tour tranne questo,” ha dichiarato Reed in conferenza stampa. “Tornare in un posto dove nel 2023 avevamo una possibilità e l’abbiamo lasciata scivolare via, era molto importante per me venire qui, giocare bene e avere questa opportunità.”

Il successo a Dubai porta a Reed un assegno di 1.302.931 euro (1,5 milioni di dollari) su un montepremi complessivo di 9 milioni di dollari. Ma i benefici vanno oltre l’aspetto economico: la vittoria dovrebbe proiettare Reed al numero 29 del ranking mondiale OWGR, garantendogli l’accesso ai quattro tornei Major del 2026. Reed è esente a vita al Masters (vinto nel 2018), ma deve qualificarsi per PGA Championship, US Open e Open Championship.

Il futuro incerto con LIV Golf

La vittoria di Reed è stata però offuscata da una rivelazione sorprendente in conferenza stampa. A tre settimane dall’inizio della stagione 2026 di LIV Golf, lo statunitense ha ammesso di non aver ancora firmato un contratto con la lega saudita.

“Stiamo ancora finalizzando il contratto. Non è ancora completo,” ha spiegato Reed. Quando gli è stato chiesto di chiarire se fosse attualmente sotto contratto con LIV, ha confermato di essere di fatto un free agent.

Nonostante ciò, Reed ha dichiarato di aspettarsi di giocare l’evento inaugurale di LIV a Riyadh nelle prossime due settimane: “Al momento, ho intenzione di giocare lì a Riyadh, e sarei sorpreso se non lo facessi.”

Il piano alternativo

Reed ha rivelato di aver anche un piano B nel caso non dovesse firmare con LIV: “Se finissi per non giocare su LIV quest’anno, sarebbe una di quelle situazioni in cui giocherei di più qui [sul DP World Tour] cercando di assicurarmi uno di quei posti nella top 10.”

I primi dieci giocatori della classifica finale del DP World Tour guadagnano infatti una card per il PGA Tour 2027. Reed ha anche confermato di non essere in trattative con il PGA Tour “in questo momento” e di non essere stato invitato al nuovo “Returning Member Program” istituito dal circuito americano.

La questione delle multe

Reed, membro a vita del DP World Tour dopo la vittoria al Masters 2018, ha accumulato multe per circa 1 milione di dollari per aver giocato eventi LIV in conflitto con tornei del circuito europeo. Prima del torneo di Dubai aveva dichiarato di essere pronto a pagare le sanzioni.

“Preferirei semplicemente giocare e, se mi costa questo [le multe], qualsiasi cosa, andrò a giocare. Gioca bene e si compensa,” aveva detto venerdì. “Vai avanti e vinci presto [nella stagione] e questo se ne prenderà cura.”

Con il premio di 1,5 milioni di dollari vinto a Dubai, Reed ha di fatto coperto le spese delle multe, permettendogli di continuare a giocare sul DP World Tour. A differenza di Jon Rahm e Tyrrell Hatton, che stanno facendo appello contro le sanzioni (con possibili ripercussioni sulla loro partecipazione alla Ryder Cup), Reed ha scelto la strada pragmatica di pagarle.

Il palmares di Reed

Major:

  • Masters 2018 (Augusta National)

PGA Tour: 9 vittorie totali

  • 6 vittorie “pure” PGA Tour
  • 3 vittorie in eventi co-sanzionati (1 Major + 2 WGC)

DP World Tour: 4 vittorie

  • Masters 2018
  • WGC-Cadillac Championship 2014 (Doral)
  • WGC-Mexico Championship 2020
  • Hero Dubai Desert Classic 2026 (primo titolo Rolex Series)

LIV Golf: 1 vittoria

  • LIV Golf Dallas 2025 (playoff a quattro)

Asian Tour: 1 vittoria

Ryder Cup: 3 partecipazioni, 1 vittoria (2016)

  • Soprannominato “Captain America” per le sue prestazioni, in particolare per la vittoria in singolare su Rory McIlroy a Hazeltine 2016

Ranking mondiale: N. 29 (proiezione post-Dubai), best ranking N. 7 (2016)

Le prestazioni degli italiani

Buone notizie per il golf italiano. Francesco Molinari, leader dopo il primo giro grazie a uno splendido 65 (-7), ha chiuso al quarto posto con 280 (-8) dopo un ultimo giro da 72. Si tratta della seconda top-10 stagionale per “Chicco”, che sta mostrando una forma incoraggiante in questo avvio di 2026.

Andrea Pavan, dopo aver perso qualche posizione nel finale con un 75 nell’ultimo giro, ha chiuso 14° con 283 (-5), comunque un risultato positivo che conferma la sua solidità sul circuito.

Il contesto: Rolex Series 2026

L’Hero Dubai Desert Classic è il primo dei cinque eventi Rolex Series nella Race to Dubai 2026, con montepremi aumentati e punti maggiorati nei principali tornei del circuito. Questa settimana erano in palio 8.000 punti Race to Dubai; lo stesso vale per il Genesis Scottish Open e il BMW PGA Championship, mentre i punti salgono a 9.000 all’Abu Dhabi Championship.

Il torneo fa anche parte dell’International Swing, il secondo dei sette tornei di questa fase che precede il Back 9 e i Play-Off del DP World Tour.

Prossimo appuntamento

Reed giocherà la prossima settimana al Bapco Energies Bahrain Championship, altro evento del DP World Tour, mentre continua a lavorare sulla finalizzazione del contratto con LIV Golf. Il futuro del campione del Masters 2018 resta incerto, diviso tra tre circuiti e con scelte importanti da prendere nelle prossime settimane.

Una cosa è certa: con questa vittoria a Dubai, Patrick Reed ha dimostrato che il suo golf è ancora di altissimo livello, indipendentemente da dove deciderà di giocare nel 2026.

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