82° Open d’Italia: Bonfiglio, il neopresidente del CONI si cimenta con il golf: “È il tempo dei fatti, non delle parole”

(Foto Paola Petrini)

ARGENTARIO –Non ha perso tempo Luciano Buonfiglio, appena eletto nuovo presidente del CONI lo scorso 26 giugno al primo scrutinio con 47 voti su 81. A soli tre giorni dall’investitura, il dirigente napoletano ha fatto tappa all’82ª edizione dell’Open d’Italia di golf, onorando con la sua presenza uno degli appuntamenti sportivi più rilevanti dell’estate italiana.

Classe 1951, originario di Posillipo e trasferitosi a Milano all’età di 15 anni, Buonfiglio vanta un ricco passato sportivo: ex canoista azzurro, ha collezionato 36 presenze in Nazionale tra il 1968 e il 1980, partecipando a cinque Mondiali e ai Giochi Olimpici di Montréal 1976 nel K-4 1000 metri. Da dirigente, è alla guida della Federazione Italiana Canoa Kayak dal 2005, che ha trasformato in una realtà virtuosa, passata da 5.500 a oltre 20.000 iscritti, con finanze solide e un centro federale realizzato anche grazie ai fondi del PNRR.

Già vicepresidente del CONI tra il 2013 e il 2018, Buonfiglio assume la guida dello sport italiano in un momento chiave, con all’orizzonte i Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026 e l’Olimpiade di Los Angeles 2028. Il suo approccio è diretto, concreto: “Ora è il tempo dei fatti, non delle parole” ha ribadito subito dopo l’elezione. Un messaggio chiaro, che pone al centro l’efficienza della macchina sportiva nazionale, il rafforzamento delle federazioni e una maggiore rappresentanza italiana negli organismi internazionali.

In visita al campo dell’Argentario, tra uno swing e qualche putt sul campo pratica, Buonfiglio di fronte alle prossime sfide che lo attendono ha mostrato lo stesso spirito pragmatico che lo accompagnerà nei mesi a venire: “Io girerei la domanda. Io so come si fa, perché non è da poco che sono nel CONI, non è da poco che sono nella canoa, non è da poco che sono nello sport. So quello che si deve fare. Noi siamo uno dei pochi settori vincenti in Italia e siamo un modello di comportamento. Solo questo dovrebbe renderci fieri ed orgogliosi di rappresentare il nostro Paese. Perché quando sei all’estero e senti l’inno italiano, capisci quanto è importante.”

Un esordio operativo e simbolico allo stesso tempo: tra le buche dell’Open, Buonfiglio ha lanciato il suo messaggio allo sport italiano. Da oggi, si gioca sul serio.

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