(Credit Foto Pgatour e P.Petrini)
Memorial Park Golf Course, Houston, Texas
Gary Woodland sta regalando uno dei ritorni più commoventi e attesi della stagione sul PGA Tour. Al termine del primo giro del Texas Children’s Houston Open, il campione dello US Open 2019 si trovava al secondo posto a -6, un solo colpo dietro al sorprendente leader Paul Waring. Nel secondo giro, in corso di svolgimento, Woodland ha addirittura preso la testa con un parziale di -3 attraverso le prime nove buche, portandosi a -9 complessivo.
Il primo giro: una 64 da grande campione
Il giro d’apertura di Woodland — un 64 con sette birdie e un solo bogey — lo ha lasciato a un colpo dal leader Paul Waring al Memorial Park Golf Course, lo stesso campo dove aveva concluso secondo l’anno scorso. Una prestazione completa, come ha ammesso lo stesso giocatore al termine della giornata: aveva fatto tutto bene, dal tee al green, portando slancio dalla settimana precedente.
Waring aveva letteralmente spaventato il record del campo con un putter rovente, siglando un 63 a sette sotto par per prendere la testa. Woodland, invece, ha chiuso con tre birdie nelle ultime quattro buche per restare da solo al secondo posto.
Il secondo giro: Woodland vola in vetta
Con il torneo in corso, il leaderboard parziale del secondo giro vede Woodland in solitaria prima posizione a -9 totale attraverso le prime nove buche, con Min Woo Lee, Michael Thorbjornsen e Paul Waring appaiati al secondo posto a -7. Più staccato Adam Scott a -6. L’americano sembra determinato a non lasciare la scena a nessuno sul percorso texano che lo ha già visto protagonista.
La storia umana: mille chili sollevati dalla schiena
Ma la vera notizia di questa settimana a Houston non è solo sportiva. Solo due settimane dopo un’intervista toccante in cui aveva raccontato la sua battaglia quotidiana con il disturbo post-traumatico da stress (PTSD) seguìto all’intervento chirurgico per la rimozione di un tumore cerebrale, Woodland ha consegnato uno dei suoi giri migliori degli ultimi anni.
Il quarantunenne del Kansas aveva aperto il 2026 in modo difficile — quattro cut nei primi sei eventi — prima di risorgere con un T14 alla Valspar Championship della settimana scorsa, subito dopo aver rotto il silenzio sulla sua condizione in un’intervista a Golf Channel con Rex Hoggard. Confessare pubblicamente quella lotta, ha detto Woodland, lo ha liberato in un modo che va ben oltre il golf.
«Dopo quell’intervista mi sono sentito come se mi fossi tolto mille chili dalla schiena» ha dichiarato Woodland al termine del primo giro a Houston. «È stata una cosa difficile da fare. Ero in lacrime prima di entrare e me ne sono andato sentendomi mille volte più leggero. Ho una battaglia che sto combattendo, ma è bello non doverla affrontare da solo».
Il coach, i ferri, e la velocità ritrovata
Sul piano tecnico, Woodland non è rimasto con le mani in mano. Dopo alcune modifiche con il coach storico Randy Smith, il quarantunenne è tornato a guidare il Tour in distanza di guida, battendo off the tee giovani prodigiosi come Chris Gotterup, Aldrich Potgieter e Michael Brennan.
Un dettaglio tecnico rilevante: Woodland ha sostituito i suoi alberi True Temper Dynamic Gold Tour Issue X100 con i KBS C-Taper 130 X negli iron, una scelta legata al fatto che — nonostante i 41 anni — guida il Tour in velocità della testa del club con una media di 127,68 mph stagionali. I vecchi alberi lo facevano scavare all’impatto; i nuovi garantiscono divot più superficiali e una migliore interazione con il terreno.
«Darò credito a Randy Smith — ha detto Woodland —. Non colpivo bene da tre, quattro anni. Sono tornato da lui un anno e mezzo fa e praticamente mi ha detto che ero molle, che stavo guidando il club invece di swingare, e che non era mai stato il mio stile. Mi ha chiesto di tornare a swingare forte e aggressivo, a giocare sui miei punti di forza».
Waring, la sorpresa: un 63 che vale la guida
Paul Waring resta uno dei nomi più inattesi in cima alla leaderboard. Il professionista inglese di 41 anni non ha mai vinto sul PGA Tour: nelle prime tre uscite del 2026 ha mancato altrettanti cut, e nella scorsa stagione ha superato il taglio solo in due dei dodici eventi disputati. Eppure è lui il leader dopo il primo giro con quel 63 che ha quasi polverizzato il record del campo. Due vittorie sul DP World Tour, una carriera solida in Europa, e la voglia di dimostrare che c’è ancora spazio per i veterani su questo circuito.
Il contesto: Scheffler assente, le altre storie
Scottie Scheffler ha ritirato il proprio nome dal torneo per ragioni familiari, lasciando un campo comunque competitivo. Rickie Fowler è nelle retrovie a -3, ma con un obiettivo preciso: ha bisogno di una vittoria o di un piazzamento che lo faccia avanzare dal 61° al 50° posto nel ranking mondiale per ottenere l’invito al Masters di Augusta. Brooks Koepka, dopo un 75 al primo giro con tre doppie bogey in quattro buche, dovrà invece pensare solo a limitare i danni.
Verso il weekend
Con il secondo giro ancora in corso, Houston si conferma teatro di grandi storie. Quella di Gary Woodland — campione major, sopravvissuto a un tumore al cervello, ancora capace di guidare il Tour in distanza — è la più grande di tutte. Non è solo una storia di golf: è una storia di resilienza, di coraggio e di un atleta che ha imparato che chiedere aiuto può essere la mossa più coraggiosa di tutte.
Aggiornamento leaderboard parziale R2 (in corso): 1. Woodland -9 (9 buche); T2. M.W. Lee, Thorbjornsen, Waring -7; 5. A. Scott -6