Valspar Championship 2026 — Primo Giro: Im vola sul Copperhead, Spieth e il maledetto Snake Pit

(Credit Foto Pgatour)

Palm Harbor, Florida — 19 marzo 2026. Il Copperhead Course di Innisbrook Resort ha rappresentato la terza tappa consecutiva dello swing in Florida sul PGA Tour, con condizioni di gioco da battaglia: fairway secchi e green che cominciavano già ad assumere quella sfumatura giallastra tipica dei campi sotto stress. Chi ha avuto la fortuna di uscire nel mattino ha trovato condizioni quasi ideali. Chi ha aspettato il pomeriggio ha dovuto fare i conti con un vento fastidioso e imprevedibile. Il risultato è stata una classifica con un padrone molto chiaro dopo 18 buche: il coreano Sungjae Im.


Im detta legge: due eagle e una 64 di autorità

Sungjae Im, che aveva mancato due tagli di fila al rientro da un infortunio al polso, ha ritrovato la sua forma migliore giovedì sul Copperhead con due eagle che hanno fatto la differenza in un giro da 7 sotto par (64), portandolo al comando con un colpo di vantaggio su Brandt Snedeker.

Im si è mostrato a proprio agio fin dall’inizio, costruendosi chance di birdie in abbondanza e convertendone sei. Ha poi infilato un eagle da 18 piedi sulla par-5 buca 11 e un secondo eagle da 35 piedi sulla par-5 buca 1 dopo aver girato. Una partenza da fuoriclasse, con il pubblico del mattino che ha potuto assistere a uno spettacolo di golf pressoché impeccabile.

Solo nelle ultime quattro buche il coreano ha allentato leggermente la presa, concedendo una coppia di bogey che hanno ridimensionato il totale ma non certo la sostanza di una prestazione dominante. Il punteggio finale di -7 (64) vale la vetta solitaria della classifica.


La sorpresa Snedeker: 45 anni e un Copperhead senza bogey

La vera notizia del primo giro porta la firma di un veterano. Brandt Snedeker, nove vittorie sul PGA Tour alle spalle, è la sorpresa assoluta della prima pagina della classifica. Snedeker aveva mancato tutti e quattro i tagli nelle prime uscite del 2026. Eppure, su uno dei percorsi più severi del calendario, l’americano ha firmato un’apertura da 65 che lo piazza in seconda posizione a -6.

Snedeker ha guidato l’intero field nel putting, accumulando quasi 150 piedi di putt trasformati, inclusa una coppia di salvataggi da oltre tre metri, e ha costruito il suo giro su una grande solidità dalla tee e sui green. Ha incendiato il back nine con tre birdie consecutivi e al termine ha dichiarato di aver seguito un piano di gara preciso, fidandosi soprattutto del proprio gioco col putter. Ricordiamo che Snedeker è anche il capitano americano designato per la prossima Presidents Cup: una prestazione del genere è il miglior biglietto da visita possibile.


Thompson terzo, poi un gruppo di fuoco a -4

Davis Thompson occupa da solo la terza posizione dopo aver girato in 66, mentre Billy Horschel, Pierceson Coody e Andrew Putnam si trovano nel gruppo di quarta posizione a -4 con un giro da 67.

La situazione di Horschel merita una nota particolare: il veterano americano, che aveva saltato The Players Championship la settimana scorsa, sta esaurendo le occasioni per vincere o rientrare nella top 50 e qualificarsi così per il Masters di aprile. Una settimana importante per la sua stagione.

Xander Schauffele e Jacob Bridgeman — già vincitore a Riviera quest’anno — hanno firmato entrambi un giro senza bogey da 68, piazzandosi a -3 in un ampio gruppo che include anche Matt Fitzpatrick, reduce dal secondo posto al Players Championship della scorsa settimana. Bridgeman ha commentato che girare Innisbrook senza cedere colpi è già una dichiarazione di forma.


Spieth e il maledetto Snake Pit

Il racconto del primo giro non sarebbe completo senza il capitolo Jordan Spieth. L’americano del Texas sembrava destinato a sfidare Im per la vetta, prima che il percorso si prendesse la sua rivincita.

Spieth era partito in maniera esplosiva nel mattino con un eagle alla prima buca e tre birdie nelle prime sette buche, girando il front nine in -5 (31). Un inizio da sogno che lo teneva in corsa per il comando assoluto.

Poi è arrivato lo Snake Pit — le buche 16, 17 e 18, le più pericolose del Copperhead — e Spieth ha ceduto tre colpi: un doppio bogey alla 16 dopo aver mandato il driver nel lago, e un bogey alla 18 dopo aver mancato un putt da un metro e mezzo per il par. Un copione già visto per Spieth, che chiude con un 69 a -2 e insegue da lontano. L’ultima vittoria dell’americano sul PGA Tour risale al 2022, all’RBC Heritage.


Corey Conners: il giro degli eagle consecutivi

Merita una menzione speciale la giornata di Corey Conners, autore forse del momento più spettacolare della giornata. Il canadese ha centrato due eagle consecutivi nel passaggio tra la fine e l’inizio del percorso: prima ha imbucato dal fairway della 18 e poi ha holed out da 40 yards nel rough sulla par-5 buca 1 subito dopo aver girato. Una sequenza straordinaria che lo aveva portato a -5, prima che il giro si sbriciolasse nel finale per un totale di 69 (-2).


Il contesto: chiude lo swing in Florida

Il Valspar Championship si è trasformato silenziosamente in uno degli appuntamenti più impegnativi dell’intero calendario del PGA Tour, con punteggi vincenti che spesso si attestano in doppia cifra sotto il par o anche meno. Viktor Hovland, campione in carica, è rientrato nel gruppo a -1 con Cantlay e Clark: difendere il titolo su questo percorso si annuncia complicato.

Il montepremi del torneo è di 9,1 milioni di dollari, su un percorso da 7.352 yards par 71. Il secondo giro è in programma venerdì pomeriggio: Im partirà da favorito, ma lo Snake Pit è sempre lì ad aspettare.


Classifica dopo il 1° giro:

Davis Thompson -5 (66) T4. Billy Horschel, Pierceson Coody, Andrew Putnam -4 (67) T7. Xander Schauffele, Matt Fitzpatrick, Jacob Bridgeman e altri -3 (68) T17. Jordan Spieth, Corey Conners, Tom Kim e altri -2 (69) T37. Viktor Hovland, Patrick Cantlay, Wyndham Clark e altri -1 (70)

Sungjae Im -7 (64)

Brandt Snedeker -6 (65)

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