(Credit Foto Pgatour e P.Petrini)
Palm Harbor, Florida — 22 marzo 2026. La domenica del Copperhead ha fatto quello che sa fare da sempre: separare i campioni da tutti gli altri. Matt Fitzpatrick chiude in 68 colpi, 3 sotto par, e si impone al Valspar Championship con un colpo di vantaggio su David Lipsky, conquistando la sua prima vittoria sul PGA Tour dal 2023. Lo fa con un birdie da 14 piedi alla 18, con il cuore in gola e la testa di chi sa benissimo che basta un momento di debolezza per buttare via tutto. Lo sanno bene Sungjae Im e Brandt Snedeker, che partivano dalla coppia di testa e si sono dissolti nel nulla nel giro di poche buche.
Fitzpatrick: dal dolore dei Players alla gioia del Copperhead
C’è qualcosa di quasi poetico in questa vittoria. Una settimana fa Fitzpatrick aveva perso The Players Championship all’ultimo respiro, quando Cameron Young aveva vinto sul filo di un solo colpo di driver alla buca finale. «Perdere così, proprio sul più bello, è sempre difficile da digerire», aveva ammesso lo stesso Fitzpatrick.
Il britannico ha cercato la redenzione 250 chilometri più a sud, sul Copperhead Course di Innisbrook, e l’ha trovata nel modo più drammatico possibile. Ha mancato quattro birdie da meno di dieci piedi in una striscia di sette buche intorno al giro di boa, con un linguaggio del corpo che lasciava intendere stesse scivolando via anche questa occasione. Poi il colpo di scena: alla buca 15 ha infilato un putt da 30 piedi per il birdie e ha preso il comando, prima che Lipsky, nel gruppo dietro, lo raggiungesse con un birdie alla 14.
All’ultima buca si è deciso tutto. Fitzpatrick ha centrato il fairway stretto con il driver, ha piazzato il ferro a 14 piedi sotto la bandiera e ha trasformato il putt con la freddezza di un campione, alzando il pugno con tutta l’energia accumulata in una settimana difficile. «Straordinario. Straordinario. Mi sentivo frustrato per non aver fatto nulla per tutto il giorno. Riuscire a fare qualcosa alla 15 e poi affondare il lungo putt alla 18 per conquistare la vittoria è stata una sensazione meravigliosa», ha dichiarato Fitzpatrick.
Si tratta della sua terza vittoria sul PGA Tour, a cui si aggiungono nove titoli sul DP World Tour e il trionfo allo US Open 2022. Dopo una stagione 2024 anonima e un inizio 2025 lento, Fitzpatrick aveva cominciato a ritrovare sé stesso nel corso dell’anno scorso: ora la vittoria che certifica il ritorno al vertice.
Il crollo di Im: la domenica non mente mai
La storia di Sungjae Im è quella più amara di questa domenica di Palm Harbor. Il coreano aveva bisogno soltanto di un giro pari per vincere il torneo. Invece ha collezionato cinque bogey nelle prime dieci buche senza un singolo birdie, scivolando indietro mentre il gruppo alle sue spalle prendeva quota.
Im ha chiuso con un 74, 2 sopra par, fermandosi a -8 in quarta posizione. Un peccato enorme, perché i primi tre giorni avevano raccontato di un giocatore ritrovato dopo mesi di stop per l’infortunio al polso. Im era stato leader wire-to-wire per 54 buche, gestendo con autorità uno dei percorsi più difficili del calendario. Ma quando conta, la domenica del golf professionistico non perdona le incertezze.
Snedeker: il sogno si spegne al 12°
L’altra grande storia incompiuta porta il nome di Brandt Snedeker. Il 45enne capitano della Presidents Cup aveva incantato per tre giorni sul Copperhead, arrivando all’ultima giornata in coppia con Im e sognando la decima vittoria sul Tour, la prima dal 2018. Snedeker ha birdato la prima buca e non ne ha fatto un altro per tutto il resto del giorno. Era ancora in testa alla decima quando il swing lo ha abbandonato sul back nine: un triplo bogey alla 12 ha fatto crollare tutto, chiudendo con un 76 che lo relega in diciottesima posizione. «Ero sulla decima tee in testa, che è tutto quello che puoi fare», ha detto Snedeker. «Il mio swing mi ha abbandonato nel back nine. Ho sofferto tantissimo. Tutti quei putt che trasformavo nei giorni scorsi oggi si sono prosciugati.»
La domenica dello swing in Florida: un trend preoccupante
Il crollo di Im non è un caso isolato. Il coreano è diventato il quarto leader consecutivo dello swing in Florida a cedere il vantaggio di tre o più colpi nell’ultimo giro: prima di lui ci erano riusciti Shane Lowry al Cognizant Classic, Daniel Berger all’Arnold Palmer Invitational e Ludvig Åberg al Players Championship. Un trend che fa riflettere e che racconta quanto sia difficile, in questa parte di stagione, chiudere il cerchio quando il momento decisivo arriva.
La domenica del golf è una prova a sé. Non basta dominare per 54 buche, costruire un vantaggio, gestire il punteggio con autorità. Quando si arriva all’ultimo giro con la vittoria in tasca, il campo cambia faccia, il silenzio tra un colpo e l’altro diventa assordante e le mani devono restare ferme. Im, Snedeker, come Lowry e Berger prima di loro, hanno scoperto sulla propria pelle che il golf del sabato e il golf della domenica sono due sport diversi.
Il resto della classifica: Smith sorprende, Schauffele ancora a secco
Jordan Smith, giovane inglese quasi sconosciuto al grande pubblico, ha firmato il miglior giro della giornata — un 66, 5 sotto par — che lo ha tenuto a lungo in testa al clubhouse. Si è fermato a -9, terzo, il miglior risultato della sua carriera sul PGA Tour.
Xander Schauffele ha chiuso con un brillante 65 ma è arrivato tardi alla festa, fermandosi a -8 in quarta posizione insieme a Im e Penge. Aveva finito il suo giro ed era pronto a tornare a casa in Florida quando ha guardato la classifica e si è reso conto che forse valeva la pena aspettare. Alla fine ha aspettato quasi due ore prima che Smith postasse a -9 e la sua attesa diventasse inutile. Per Schauffele è l’ennesima settimana senza la vittoria che manca dal 2025: il gioco c’è, la continuità manca.
David Lipsky ha chiuso secondo, il miglior risultato della sua carriera, con un 70 nell’ultimo giro. Il putt sulla 18 per raggiungere Fitzpatrick non è entrato di pochissimo a sinistra: «Avevo il club giusto, ho scelto il gioco aggressivo. Quasi riuscito. Chapeau a Matt».
Classifica finale Valspar Championship 2026:
- Matt Fitzpatrick -11 (68-67-69-68) — $1.638.000
- David Lipsky -10
- Jordan Smith -9 T4. Sungjae Im, Marco Penge, Xander Schauffele -8 T18. Brandt Snedeker -5 (67-65-67-76)